La cantina era bassa. Nel mezzo, su una botticella, fumava una fiamma rossastra di petrolio. Il padrone di casa sedeva vicino alla fiamma, con un bicchiere in mano. Il volto era del colore violaceo dei fondi di botte. Tutt'intorno gravavano grandi botti brune e tini panciuti. Sui muri, nei cantoni, tra l'inferriata del finestrino murato c'erano mille ragnatele straciate e raggomitolate dalla polvere. Una gatta grigia, sotto le botti, annusava indolente ma nervosa l'odor di pantegane che impregnava l'aria. (S. Slaper, Il mio carso)