Sui vetri della porta c'erano alcune reclame. Tintinnò un campanello. Fin dalla soglia ci si sentiva avvolgere da una atmosfera indefinibile dominata dagli odori. Ma quali odori? Una punta di cannella, una nota più intensa di caffè macinato, e anche un vago sentore di petrolio, mischiato nperò a zaffate di acquavite. Una lampadina elettrica, una sola. Dietro al banco di legno verniciato di marrone scuro, una donna con i capelli bianchi e un corpetto nero parlava con una donna che teneva un bambino in braccio. (George Simenon, La casa dei fiamminghi, Adelphi)